From the Sea to the Land

7 – 12 ottobre 2019. Palazzo Pantaleo, Città Vecchia, Taranto, Italia

Workshop organizzato da MAS SRL, Comune di Taranto e Ordine degli Architetti della Provincia di Taranto. Con il sostegno di Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio, ANCE Taranto e CUEIM – Consorzio Universitario di Economia Industriale e Manageriale

Direttore scientifico: Arch. Gianluca Peluffo

“Guai alla macchina che confessa la fatica del proprio lavoro; anche nelle macchine, come negli uomini, noi apprezziamo l’ermeticità dell’organismo, l’abilità del lavoro, l’eleganza dello sforzo.” (G. Ponti)

Il lavoro del workshop si è basato sull’individuazione di strategie di ricucitura tra due poli attrattivi della città di Taranto. Da una parte il Porto, con le sue macchine e con le sue caratterizzazioni commerciali, turistiche e crocieristiche; dall’altra parte la città ottocentesca fino ad arrivare alla Concattedrale di Gio Ponti, evento urbano che segna il capolinea di un asse viario, via Dante, collegamento ideale con la Città Vecchia e il mare. Una ricucitura fisica ed ideologica tra il Porto, nella sua veste di porta della città dalla quale accedono merci e persone, e la città stessa fortemente legata all’acqua, affacciandosi sui due mari. Una ricucitura che ha diversi obiettivi:

–           La rigenerazione urbana, riqualificando e ripensando gli spazi urbani di connessione tra porto e città attraversando le diverse anime di Taranto;

–           Lo sviluppo economico, favorendo l’aumento dei flussi da e per la città attraverso il potenziamento della filiera del mare, l’incremento dei flussi crocieristici, l’organizzazione di eventi quali un salone nautico;

–           La rigenerazione sociale della città, partendo anche dalla città vecchia che si troverebbe ad essere crocevia e cardine di questi flussi.

Una ricucitura con la cultura, con la storia e con la tradizione artistica e artigianale, attraverso lo studio di nodi e assi che favoriscano la rinascita economica di un territorio che parta dalla città di Taranto per estendersi a tutta la provincia.

Il progetto architettonico è stato rafforzato da una strategia di marketing e di comunicazione per far sfilare Taranto con il suo nuovo abito. In questa nuova veste, potenziata e rigenerata, Taranto e il suo Porto si candiderebbero a nuovo punto di riferimento per i traffici commerciali da e verso l’Oriente, una nuova “Via della Seta” che unisca le diverse peculiarità di un territorio fortemente legato al mare, alla creatività, al design e alla moda.

TUTOR

LAVORI

PROGETTO GRUPPO 1 – TUTOR MARCO ARIOLDI, DOMENICO FARACO

ANCONA MANUELA
BUCCOLIERO MARGHERITA
D’ONGHIA MARIACHIARA
DONZELLA MARA
MANCINI MYRIAM
VESTITA ANTONIO

PROGETTO GRUPPO 2 – TUTOR ALESSIO BATTISTELLA, ANNA BONVINI

APREA MARCO
BARRESI RAFFAELLA
D’ABRAMO FIORELLA
NATALI LUCA
RESTA CONCETTA ELIANA
ZANZICO BENITO

PROGETTO GRUPPO 3 – TUTOR DANIELA CAVALLO

GARRAFA CLORINDA FRANCESCA
GUALTIERI ELEONORA

PROGETTO GRUPPO 4 – TUTOR ISIDORO PENNISI

CESARIO VANESSA
DE FLORIO ROBERTA
LEONE CAMILLO
NACCARATO MANUELA
PIERRO ALESSANDRA
RAMICOLA ROBERTO
SALAMONE ELENA
SARACINO MASSIMILIANO
TASSONE NICOLA

ELABORATO FINALE COLLETTIVO

Taranto rappresenta per l’Italia e il Mediterraneo, un’idea di futuro possibile, da costruire nella “riabilitazione contemporanea” di un corpo ferito ma vivo.

Il gruppo di lavoro, di decine di giovani architetti e ingegneri, ha lavorato sul corpo della città, immaginandone le potenzialità collettive di ri-ossigenazione.

Così come avviene per il Mare Piccolo, i “citri” che sono capaci di ossigenare l’acqua quasi ferma, il lavoro si è concentrato sull’individuazione di “citri urbani”, in grado di riabilitare il senso di comunità e bellezza.

Considerando l’Architettura lo spazio, il corpo parlante la connessione fra singolo e collettività, il luogo di “costruzione” del cittadino, la sfida di collegare il Mare (i Mari) di Taranto alla Concattedrale di Gio Ponti, è stata così affrontata individuando questi luoghi, elementi, fattori di ossigenazione, la Biblioteca Comunale del Centro Direzionale Bestat, l’asse di Via Dante, la Concattedrale stessa: connettendo e trasformando questi elementi attraverso il trionfo della natura mediterranea, spontanea e rigogliosa, attraverso il concetto di Giardino Mistico e un’idea comunicativa e culturale che vede nelle figure e nei colori, nel “portato decorativo di appartenenza” della Chiesa di Ponti, i gruppi di lavoro hanno elaborato una serie di interventi condivisi e compatibili, interconnessi, capaci di innescare il “chiasma”, la connessione energetica, i “citri” per la Taranto del futuro. Come cuore del Mediterraneo.

Parole Chiave: Citri. Concattedrale, Giardino Mistico. Talea. Chiasma. Mediterraneo. Colore. Oriente. Futuro. Decorazione. Tessuto. Angeli.

Gianluca Peluffo